Ci sono libri che si leggono. E libri che si incontrano.
Le ragioni della speranza per un mondo più umano appartiene a questa seconda categoria. Non è soltanto una raccolta di scritti e riflessioni postume di Pierluigi Di Piazza, ma una sorta di testimone lasciato a chi ancora crede che l’umanità possa essere migliore di quella che troppo spesso vediamo ogni giorno. Pierluigi Di Piazza non amava definirsi uno scrittore o un intellettuale. Ancora meno un uomo “del sacro” chiuso dentro i recinti della religione. Si definiva semplicemente “nient’altro che uomo”. Ed è probabilmente questa la forza delle sue parole: l’essere profondamente umane.Scriveva:“Mi sento ‘nient’altro che uomo’ che vive in modo progettuale e coinvolto, sensibile e appassionato, sereno e tribolato; con il riferimento fondamentale al Vangelo di Gesù di Nazaret… cerco di contribuire giorno dopo giorno a un’umanità più umana e quindi alla giustizia, alla pace, all’accoglienza, alla solidarietà.” Dentro queste righe c’è un programma di vita. Ma anche un messaggio potentissimo per chi opera nel volontariato, nel sociale, nella cura degli altri. Perché chi ogni giorno accompagna persone fragili, disabili, sole o dimenticate sa bene che l’umanità non si costruisce nei grandi discorsi, ma nei gesti concreti. Nell’ascolto. Nella pazienza. Nella capacità di restare accanto. Un altro passaggio colpisce profondamente:“Continuo a scrivere per comunicare… per le relazioni con le persone direttamente incontrate e con le tante intercettate indirettamente… fanno parte della personale geografia umana, culturale e spirituale.”
È difficile non pensare, leggendo queste parole, a tutte le persone che incontriamo nel nostro cammino di volontari. Persone che magari restano poco nella nostra vita, ma che lasciano segni profondi. Piccole geografie umane che diventano parte di noi. Per questo oggi vogliamo consigliare la lettura di questo libro. Non solo come esercizio culturale o spirituale, ma come occasione per fermarsi un momento e chiedersi che tipo di mondo vogliamo contribuire a costruire.
Perché, nonostante tutto, le ragioni della speranza esistono ancora. E spesso hanno il volto semplice di chi continua, ogni giorno, a scegliere l’umanità.