Dal dolore alla pace: la sorprendente amicizia tra un padre israeliano e uno palestinese

Editoriale pubblicato il 18 giu 2026 nella newslsetter 23/2026

In un tempo in cui le notizie provenienti dal Medio Oriente raccontano quasi esclusivamente di guerra, odio e divisioni, esistono storie che sembrano andare controcorrente. Storie capaci di ricordarci che, anche nei luoghi segnati da decenni di conflitto, l’umanità può ancora trovare la forza di prevalere. Quella di Rami Elhanan e Bassam Aramin è una di queste.
Rami è israeliano, vive a Gerusalemme ed è un graphic designer. Nel 1997 la sua vita viene sconvolta dalla morte della figlia Smadar, appena quattordicenne, uccisa in un attentato suicida di Hamas mentre si recava a scuola. Bassam è palestinese, originario di Gerico. Dieci anni dopo, nel 2007, perde la figlia Abir, che aveva solo dieci anni, colpita da un proiettile di gomma sparato da un soldato israeliano mentre usciva da un negozio di caramelle.
Due tragedie diverse, ma unite dallo stesso dolore insopportabile. Un dolore che avrebbe potuto trasformarsi in rancore eterno e alimentare il circolo vizioso della vendetta. Invece è accaduto qualcosa di sorprendente.
I due uomini si sono incontrati attraverso il Parents Circle – Families Forum, un’organizzazione che riunisce famiglie israeliane e palestinesi che hanno perso i propri cari nel conflitto. Fondata nel 1995, l’associazione promuove il dialogo e la riconciliazione partendo proprio dall’esperienza più difficile da condividere: quella della perdita.
Rami e Bassam hanno scoperto che il loro dolore, pur nato su fronti opposti, aveva lo stesso volto. Da quell’incontro è nata un’amicizia profonda che negli anni si è trasformata in una vera fratellanza. Oggi viaggiano insieme, parlano nelle scuole, partecipano a incontri pubblici e testimoniano che la pace non è una parola astratta, ma una scelta concreta che richiede coraggio.
Tra gli episodi più significativi che raccontano c’è la realizzazione di un giardino a Gerico dedicato alla memoria di Abir. A costruirlo furono anche ex soldati israeliani, un gesto semplice ma potentissimo, capace di dimostrare che perfino chi è stato coinvolto direttamente nel conflitto può scegliere la strada dell’incontro anziché quella della contrapposizione.
Bassam e Rami amano ripetere che il Parents Circle è probabilmente l’unica organizzazione al mondo che non desidera aumentare i propri iscritti. Ogni nuovo membro, infatti, rappresenta una nuova vittima, una nuova famiglia distrutta dal conflitto. Il loro sogno è che un giorno l’associazione non abbia più ragione di esistere.
In un mondo spesso dominato dalle divisioni, la loro amicizia ci ricorda una verità semplice e preziosa: la pace non nasce dall’assenza del dolore, ma dalla capacità di non lasciare che il dolore diventi odio.