“Non esistono cause perse"

Editoriale pubblicato il 09 lug 2026 nella newslsetter 26/2026

Da Vita.it un invito a leggere e condividere il libro: “Non esistono cause perse Gli avvocati e la strada” scritto e vissuto da Antonio Mumolo che racconta :«La mia vita di Avvocato di Strada che difende i senza dimora in tutta Italia». “Non esistono cause perse” è lo slogan dei volontari che offrono assistenza legale gratuita alle persone senza tetto che vivono in strada. Come sono nati e perché lo racconta in un libro il fondatore e presidente nazionale dell’associazione Antonio Mumolo, che oggi coinvolge più di mille volontari e ha 62 sportelli attivi in ogni regione d’Italia. La battaglia principale resta quella della residenza anagrafica fittizia. «Senza si è completamente invisibili»Avvocato e strada sono due parole che a leggerle attentamente sembra che abbiamo poche cose in comune. Il capitolo “la guerra di Piero”, però, aiuta fare chiarezza su come queste parole da 25 anni convivano insieme. Perché racconta la prima battaglia legale vinta da Avvocato di Strada che apre le pagine del libro “Non esistono cause perse. Gli avvocati e la strada” (intra edizioni), che Antonio Mumolo ha scritto insieme al giornalista Giuseppe Baldessarro, per condividere il cammino fatto dallo studio legale più grande d’Italia, con più di mille volontari, ma anche quello che fattura di meno. Gennaio 2001. Piero, che a Napoli aveva una moglie e dei figli, entra nello studio di Bologna dove lo aspettano i volontari. Nessuno immaginava che attraverso la sua causa sarebbe cambiata la sua e la vita di migliaia di senza dimora come lui. Perché da subito la mancanza della residenza si è manifestata in tutta la sua drammaticità: senza residenza non si hanno diritti, non si può avere un contratto di lavoro, un medico di base, un alloggio popolare. «Senza residenza si è completamente invisibili».
Per questo, dopo mesi di battaglie legali, l’iscrizione all’anagrafe del Comune di Bologna segnò non solo la vittoria di Piero e dei volontari che lo avevano accompagnato in quel percorso di affermazione di un diritto, ma di tutte le persone senza dimora che ancora oggi hanno la possibilità di richiedere e ottenere la residenza anagrafica fittizia nei comuni in cui risiedono, «un diritto soggettivo di ogni cittadino italiano e di ogni cittadino straniero regolarmente soggiornante, condizione indispensabile per accedere al servizio sanitario nazionale, ai servizi sociali e a un percorso di reinserimento sociale» spiega Mumolo, che nel libro parla dell’esperienza nata dopo aver conosciuto da volontario la vita dei senza dimora di Bologna, portando loro un po’ di thè caldo la sera e parole di conforto, ma anche mettendo a disposizione le sue competenze giuridiche. Consigli, richieste, pareri. Di lì, dopo aver condiviso la sua idea con la moglie Paola, ha preso forma l’associazione Avvocato di Strada, presente oggi in 62 città italiane, che offre assistenza legale gratuita alle persone senza dimora. Nel libro, presentato a Foggia nella bottega centonove/novantasei, le storie hanno preso vita offrendo un’occasione per riflettere sul tema della povertà e della grave esclusione sociale.