Il nuovo coordinamento del MoVI FVG: insieme per le sfide del volontariato

Editoriale pubblicato il 10 set 2026 nella newslsetter 33/2026

L’Assemblea del MoVI FVG, svoltasi a giugno, ha eletto sette componenti del nuovo Coordinamento, dando avvio a un percorso orientato a una gestione sempre più collegiale del Movimento e alla definizione condivisa delle aree di impegno e delle responsabilità. Il nuovo Coordinamento si è riunito sabato scorso presso la sede dell’associazione Il Mosaico di Codroipo, per una prima giornata di lavoro dedicata alla conoscenza reciproca, alla condivisione delle esperienze e alla programmazione delle prossime attività. Le quattro ore di confronto hanno rappresentato un momento importante per porre le basi di un lavoro comune, nella consapevolezza che le trasformazioni sociali in atto pongono al volontariato nuove sfide e richiedono capacità di lettura, collaborazione e progettualità. La prima parte dell’incontro è stata dedicata alla conoscenza personale nella convinzione che costruire relazioni e consolidare la fiducia reciproca siano condizioni essenziali per poter lavorare efficacemente insieme. Il confronto è quindi proseguito attraverso la presentazione e la condivisione dei principali progetti e percorsi su cui è oggi impegnato il MoVI-FVG, tra cui “Prove tecniche di volontariato”, GIV26, lo sviluppo e il sostegno delle reti territoriali e il confronto sulla nuova legge regionale sul volontariato. Un’occasione per mettere in comune competenze, esperienze e prospettive e per individuare possibili sinergie future.

Hanno partecipato ai lavori del nuovo Coordinamento Federico Croci, Renzo De Gobba, Stefania Giacomel, Federica Novello, Dino Del Savio, Francesca Del Bo e Roberta Casco, con il prezioso supporto e la facilitazione della segreteria regionale. È stato un incontro intenso, concreto e partecipato, vissuto con disponibilità e spirito costruttivo. Un primo passo di un percorso che punta a rafforzare la presenza del MoVI sul territorio e la capacità del volontariato di affrontare le trasformazioni della società. Sette persone, sette esperienze e sensibilità diverse, chiamate a costruire insieme un progetto comune.
Potremmo scomodare, con un sorriso, l’immagine dei “sette samurai”: non per combattere battaglie personali, ma per mettere competenze e passione al servizio di una causa condivisa, quella di un volontariato capace di contrastare le ingiustizie, promuovere partecipazione e dare voce a chi rischia di non averne.