Sono trascorsi 692 giorni da quel primo giorno di primavera del 2013 quando alcune associazioni e gruppi di volontariato, tra cui il MoVI Fvg hanno proposto un documento di riflessione sul Centro Servizi Volontariato del FVG intitolata "Il CSV che vogliamo". Idea che consisteva in 10 punti dove si ipotizzava un "CSV agente di sviluppo locale sociale, capace di sostenere e promuovere progetti in rete del volontariato, al servizio del volontariato organizzato e gestore di servizi efficaci, di qualità e in miglioramento continuo, distribuito nel territorio e veramente trasparente e partecipato nei programmi e nella gestione delle risorse."
Si chiedeva allora al Comitato di Gestione del Fondo Speciale una decisa azione innovatrice della mission operativa e della struttura organizzativa del CSV regionale, promuovendo, dopo anni di proroghe temporanee e in prova, un bando per l’assegnazione della gestione del CSV che permettesse di rilanciare l'ente.
Dopo 692 giorni non è stato promosso alcun bando: al contrario sono state decise altre due assegnazioni provvisorie. Il Comitato di Gestione ha dichiarato che tale bando verrà emanato nei prossimi mesi, per assegnare la gestione del Centro Servizio dal 1 gennaio 2016.
I volontari dei tre organismi di rappresentanza stanno lavorando per costruire una proposta unitaria di gestione, che tenga conto dei vari volontariati regionali, individuando un nuovo Statuto per l'Ente Gestore del CSV.
Le associazioni promotrici del "CSV che vogliamo", come anche altri hanno fatto, hanno inviato una loro proposta per partecipare al percorso. Tre sono le opzioni forti:
- Il CVS si caratterizzi come struttura tecnico-operativa che dà attuazione alle deliberazioni dell’Assemblea Regionale del Volontariato e alle Linee Guida e di Indirizzo del Comitato Regionale Volontariato e del Comitato di Gestione del Fondo speciale
- Il CSV organizzi la propria presenza in territori locali, coincidenti con gli Ambiti Sociali dei Comuni, promuovendo e sostenendo coordinamenti di associazioni e gruppi, per decidere quali servizi attivare e per partecipare direttamente alla loro gestione;
- Il CSV preveda una governance interna che coinvolga tutte le associazioni per determinare indirizzi e priorità, ma sia anche più leggera ed efficace, con un'assemblea più snella di delegati territoriali e delle reti. Questo per garantire una rappresentatività di tutte le associazioni del territorio e una governace realmente partecipata, superando l'attuale struttura con un'assemblea di 500 soci che rischia di essere partecipazione di sola facciata.